Pavarolo

Un paese

Le sue voci, il suo silenzio.

Il CASTELLO

Il castello è una massiccia costruzione a pianta rettangolare circondata da un parco e da muri di sostegno. Il primo documento in cui viene citato è l'atto dell'imperatore Enrico III, datato 1047. Presidio militare in origine, divenne poi dimora nobiliare e quindi privata. Tra gli elementi più antichi vi è la ?bertesca? cio? una torretta, munita di feritoie sporgente rispetto ai muri esterni. Inoltre vi ? un pozzo, profondo un?ottantina di metri, che era fondamentale in caso di assedio.
 

LE CHEYLAS, PAESE GEMELLATO CON PAVAROLO

Il comune di Pavarolo, il 12 novembre 1995, ha fatto un gemellaggio con Le Cheylas, una graziosa cittadina della Francia che si trova nella vallata alpina del fiume Is?re. La pianura di fondovalle, che circonda l?abitato, ? fertile e ben coltivata. Molto importante ? la frutticoltura (pesche, albicocche, mele, ma soprattutto noci e uva); si coltivano inoltre cereali ed ortaggi mentre pi? in alto ci sono pascoli e boschi. Si produce energia idroelettrica con lo sfruttamento degli affluenti dell?Is?re. Una serie di attrezzature turistiche consentono la pratica principalmente degli sport della neve, della pesca in acque dolci e dell?impiego delle biciclette fuori pista.

LA TORRE CAMPANARIA

Si erge solitaria ai piedi del castello ed ? uno degli edifici pi? significativi del paese tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale e risale all?XI secolo. Oggi ? un campanile, ma in origine pare fosse una costruzione difensiva, posta in posizione dominante, rispetto le valli circostanti, e perci?, anche un posto, in cui mantenere delle sentinelle. Forse c?era una porta, da dove si entrava nella cinta difensiva che circondava il paese. Dietro la torre c?? ?via Barbacana?, infatti il ?barbacane? ? il muro esterno delle fortezze.

 

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELL'OLMO

Si trova immediatamente a lato della torre. Si chiama cos? perch? probabilmente nei pressi del luogo dove fu costruita la chiesa cresceva un grande olmo, forse morto di vecchiaia. Un ricordo ne rimane per? nel quadro che si trova alle spalle dell?altare maggiore, che rappresenta la Vergine nei pressi di un grande albero. L?attuale costruzione risale al ?700 circa e sorge nel luogo dove in passato si trovava la prima chiesa del paese. E? un edificio a tre navate. Oggi ? la chiesa parrocchiale.

 

LA PRUGNA PURINA

E? una variet? di susino coltivato prevalentemente sul territorio di Pavarolo, per questo si pu? affermare che ? un prodotto tipico della zona. E? un arbusto selvatico, cio? privo di qualsiasi innesto, di facile coltivazione perch? riparata dal freddo. Attecchisce facilmente e vive per molti anni, infatti attualmente ci sono piante in produzione che hanno pi? di quarant?anni. Fiorisce nella prima met? di marzo. I frutti, di colore viola, maturano nel mese di giugno, ecco perch? ? detta anche ?susina di San Giovanni?. Le prugne sono molto apprezzate fresche, ma anche adatte per marmellate.

 

LA CAPPELLA DI SAN DEFENDENTE

E? un piccolo edificio che sorge poco fuori dal paese, lungo la strada che porta alla frazione San Defendente. La cappella fu costruita dai contadini della borgata a testimonianza della loro fede cristiana; oggi si presenta in buone condizioni perch? ? stata ristrutturata nell?ultimo decennio. Al suo interno ? conservata una scultura in ferro che rappresenta il Cristo, opera del pittore e scultore Romano Campagnoli. Nella cappella di San Sebastiano la messa veniva e viene celebrata tutt?oggi una volta all?anno, in occasione della festivit? di San Sebastiano.

 

LO STEMMA DI PAVAROLO

Consiste in uno scudo diviso, in diagonale, da una sbarra: nella parte superiore sinistra ? raffigurata la torre campanaria, nella parte inferiore destra c?? un leone rampante che stringe nelle zampe una spiga di grano, uno dei prodotti tipici locali. All?interno della sbarra ci sono sette stelle, simbolo dei giorni della settimana: quella pi? in alto ? d?oro per ricordare la domenica, mentre le altre sono d?argento. Alla base dello stemma ci sono due rami incrociati, uno di quercia e l?altro di alloro che reggono un nastro con la scritta in latino che dice ?L?amicizia e la concordia regnano in eterno?


 

IL PITTORE FELICE CASORATI

Nacque a Novara il 4 Dicembre 1883. E? uno degli artisti italiani pi? celebri del 900. Un giorno capit? a Pavarolo, compr? la casa di via Maestra 31, la fece ristrutturare, ricavandovi uno studio affacciato sul verde delle colline circostanti. Dal 1931 la casa divenne la residenza estiva della famiglia che in primavera arrivava da Torino. I panorami pavarolesi offrirono a Casorati spunti per le sue opere. Il pittore ritraendo le colline, i campi arati, i colori autunnali, ha donato al paese un briciolo di immortalit?. Nel 1945, dopo la liberazione Casorati fu il primo sindaco di Pavarolo. Mor? a Torino nel marzo del 1963.

 

IL FRITTO MISTO, UN PIATTO TIPICO

Il fritto misto ? un piatto tipico piemontese, ma alcuni ingredienti cambiano da zona a zona. Questo ? il tipico ?fritto misto? servito nei ristoranti di Pavarolo.
Ingredienti:
costolette di agnello,
bistecca di vitello,
salsiccia,
cervella di maiale,
bassu? (zampini di maiale),
lumache,
rane,
zucchine,
melanzane,
cavolfiori,
zucca,
fiori di zucchina,
carciofi,
funghi porcini,
mele,
amaretti,
semolino,
zabaione.

Tutte le verdure vengono passate in farina poi in uovo e infine in pangrattato, mentre gli altri ingredienti in uovo e pangrattato, quindi vengono fritti in abbondante olio bollente.

 

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